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Glowing in the Dark (Django Django, 2021)

Per chi non li conoscesse (ancora), i Django Django sono un gruppo inglese che cavalca le scene indie da ormai quasi dieci anni: oggi è arrivato il momento di affrontare la loro quarta fatica Glowing in the Dark.

Tra rock, psychedelia ed elettronica

Premettiamolo subito: i Django Django sono una band da cui rimasi folgorato in quel lontano live nel 2012 per l’esibizione all’Ypsigrock. Freschi, innovativi, tra drums, synths e schitarrate rock, tra rallentamenti improvvisi ed accelerate iperboliche mi ero convinto fortemente di aver scovato una band di cui avremmo sentito parlare per anni. Ahimè, presi una cantonata come poche altre perché, dopo l’esordio ‘Django Django‘ arrivarono i deludenti ‘Born under Saturn‘ e ‘Marble Skies‘, davvero poca roba. Preso da un’insanabile voglia di rivalsa, ho voluto dare un’altra chance e, colpito dalla nostra preview, eccomi davanti a questo ‘Glowing in the Dark‘. Stavolta non posso non sottolineare che i Dd sono tornati a sorprendere e a farci muovere all’impazzata: ascoltate, ad esempio, l’onirica ‘Hold Fast‘ a metà album o la punkeggiante ‘Asking for More‘. Tra un saltello (‘Right the Wrongs’) ed un altro (‘Got me Worried‘), non mancano i pezzi melodici come ‘Waking up’ che vede la collaborazione di Charlotte Gaingsbourg. D’un altro pianeta a mio avviso, la strampalata title track e la funkeggiante Free from Gravity, due chicche di cui vi segnaliamo i video qui sotto.

Dopo 50 minuti scarsi d’ascolto, la voglia di tornare indietro e riascoltare l’intero album è tanta: questo vuol dire che i Django Django hanno colpito nel segno tornando a fare ciò che sanno fare meglio. Cosa dite? Sorprenderci!

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